Perchè i bei libri sono come una tazza di cioccolata calda,

inebrianti ed avvolgenti ….

lunedì 25 gennaio 2016

STEPHEN KING E IL "LUDENDO DOCERE"



STEPHEN KING E IL "LUDENDO DOCERE" 

Alzi la mano quale autore esordiente non vorrebbe frequentare un corso di scrittura ad altissimo livello, tenuto da un romanziere di fama mondIale presente in tutte (o quasi) le librerie del pianeta.  
E se questo corso si potesse seguire a domicilio, costasse poco e non durasse più di trecento pagine?
No, non è un sogno, ma la semplice realtà propostaci da On Writing autobiografia di un mestiere, manuale di scrittura creativa pubblicato nel 2001 da Stephen King...

Chi non è amante del genere horror e conosce solo di fama i lavori di King, potrebbe essere diffidente all'idea di acquistare un suo testo dedicato alla scrittura. 
Chi viceversa apprezza le storie del Re, sa che uno dei suoi punti fermi è il cosiddetto "ludendo docere" (insegnare divertendo), ovvero la capacità di trasmettere contenuti di qualità, catturando l'attenzione del lettore con dosi massicce di ironia e umorismo intelligente.
Questa caratteristica non manca certo in On Writing, dove in sole trecento pagine vengono analizzati tutti i principali aspetti relativi alla stesura di un romanzo: dalla costruzione della trama al background dei personaggi, passando per lo stile, i dialoghi e le scelte sintattiche, con una prosa scorrevole, frizzante, spassosissima, che non scade mai nella noia o nell'eccessivo "tecnicismo".
Più che un manuale vero e proprio, King pare chiacchierare informalmente coi lettori su come debba essere fatta, secondo lui, la buona narrativa, sottolineandone anche l'aspetto ludico; per cui scrivere dev'essere prima di tutto un divertimento e una gioia, se poi si riesce a farne un lavoro e guadagnare, tanto meglio. 
Vengono anche sfatati alcuni falsi "miti": in primis l'idea che si possa diventare bravi narratori leggendo poco o sempre lo stesso tipo di libri; al contrario un autore di qualità dev'essere anche un lettore vorace e di mente aperta, perché solo tramite il contatto con generi diversi si possono apprendere al meglio i meccanismi della narrazione, e soprattutto quali siano gli errori più grossolani da evitare. 
Allo stesso modo viene chiarito che, come in tutte le professioni del mondo, ci sono persone nate col dono di creare storie meravigliose, ce ne sono altre capaci di fare un buon lavoro con tanto esercizio, e altre ancora... non hanno né il talento, né il desiderio di impegnarsi con costanza per colmare le proprie lacune, quindi sarebbe meglio se si dedicassero a qualcosa di diverso.
Mille idee, suggerimenti, spunti di riflessione per migliorare e imparare a praticare uno dei lavori più belli e difficili del mondo: l'arte di saper creare la magia con le parole. 
Ely





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